Dopo aver effettuato l’analisi delle singole cellule ottenute a seguito di biopsia, vengono trasferiti nella cavità uterina della paziente gli embrioni che, all’esame genetico, sono risultati essere sani, cioè privi delle mutazioni o delle anomalie cromosomiche ricercate. 

Il trasferimento embrionario (embryo transfer) è una semplice procedura ambulatoriale, veloce e indolore, che non richiede alcun tipo di analgesia. Uno o più embrioni vengono immersi in una goccia di terreno di coltura ed inseriti sotto osservazione  microscopica all’interno di un catetere molto sottile e soffice. La punta di questo catetere oltrepassa il collo dell’utero e raggiunge il fondo uterino dove uno o più embrioni vengono rilasciati dolcemente. E' una manovra comunque molto delicata in quanto è necessario evitare ogni stress agli embrioni ed alla mucosa che riveste la cavità uterina (endometrio).

Si noti che ciascun embrione può impiantarsi indipendentemente dagli altri. Così, trasferendo più di un embrione è possibile aumentare le probabilità complessive di ottenere una gravidanza in un determinato ciclo di trattamento, benché aumenti parallelamente anche il rischio di una gravidanza gemellare. La paziente rimane sdraiata circa un’ora e può quindi riprendere le sue normali attività. Nei giorni successivi si raccomanda comunque uno stile di vita tranquillo, evitando impegni fisici importanti. Viene normalmente prescritta una terapia domiciliare a base di somministrazioni quotidiane di Progesterone: l’ormone che aiuta l’endometrio ad essere meglio preparato ad accogliere l’impianto dell’embrione.




Trasferimento degli embrioni allo stadio di blastocisti
La procedura di trasferimento dell’embrione allo stadio di blastocisti è simile a quella effettuata in 4^ o 5^ giornata. In natura, l’ovocita fecondato raggiunge l’utero attraverso le tube di Fallopio in 5^-6^ giornata come blastocisti, poi esce dalla zona pellucida circostante (hatching) e si impianta in utero (endometrio). Trasferendo l’embrione in utero nella fase di sviluppo di blastocisti, si riproduce ciò che semplicemente avviene durante il concepimento per via naturale. Con i nuovi terreni di coltura e il know-how necessario, si riesce a mantenere in coltura efficacemente gli embrioni per 6 giorni dal prelievo degli ovociti ed effettuare il transfer degli stessi in tale fase.

Il trasferimento degli embrioni allo stadio di blastocisti viene solitamente proposto per quelle coppie che hanno effettuato diversi tentativi di ICSI o FIVET, con transfer in 2^ o 3^ giornata, senza ottenere alcuna gravidanza. Tale strategia consente di adattare la procedura fecondazione in vitro al concepimento per via naturale, al fine di aumentare le percentuali di successo. Il solo svantaggio di questa procedura è che non tutti gli embrioni si sviluppano fino alla sesta giornata, ma statisticamente ne sopravvivono solo la metà.